Discipline
Psicologia buddhista Yoga Mindfulness Meditazione

COSA È LA PSICOLOGIA BUDDHISTA
La psicologia Buddhista è la visione dell’essere umano tracciata dal Buddha nelle Quattro Nobili Verità, in particolare nell’applicazione del sentiero, che conduce alla liberazione dalla sofferenza esistenziale, suddiviso in tre grandi branche:
– Etica: retta parola, rette azioni, retti mezzi di sussistenza.
– Meditazione: retto sforzo, retta presenza mentale, retta concentrazione.
– Saggezza: retta visione, retta intenzione.
IL PERCORSO NELLA VITA QUOTIDIANA
L’Etica riguarda i comportamenti: siamo chiamati a curare le relazioni interpersonali, a scegliere atteggiamenti che non danneggino gli altri, uno stile di vita sobrio e volto a opere che siano di beneficio per la società e per il pianeta.
La Meditazione riguarda la pratica: coltivare la disciplina del corpo e della mente per sviluppare la presenza mentale e la concentrazione necessari per liberarci dai condizionamenti che ci vincolano a comportamenti automatici.
La Saggezza riguarda la visione intuitiva che si genera dalla mente liberata dalla identificazione con l’io-mio: tale visione riguarda sia la realtà immanente nella sua complessità interdipendente e impermanente sia la “realtà ultima” che per il Buddhismo è “priva di un sé permanente”.
IL METODO DEEP MINDFULNESS
L’applicazione occidentale della psicologia buddhista è chiamata Deep Mindfulness, un metodo che mira a ricondizionare e trasformare la mente, indicando una mappa e il territorio dell’esperienza che riassumiamo qui di seguito:
La presenza
È favorito uno stile di vita etico fondato sulla meditazione per renderla più assorta, riflessiva, ponderata, attenta e quindi presente. È proprio la pura presenza che trasforma l’essere umano e gli permette di accedere alla gioia naturale che emerge dal profondo, producendo quello stato di serenità che non dipende da fattori esterni ma permea tutta l’esistenza.
La trasformazione
Per produrre la trasformazione mentale il praticante dovrà:
– riportare l’attenzione al corpo, ai processi percettivi, al vedere tutte le cose nella loro essenza di base; l’accorgersi in ogni momento di quello che sta facendo interromperà le risposte automatiche e potrà così smettere di “reagire” per iniziare ad “agire”, consapevolmente.
– coltivare la mente consapevole e contemplativa, attenta al momento presente, priva di giudizio, più libera dai condizionamenti.
Queste condizioni lo aiuteranno a sviluppare una percezione sempre più sottile, in grado di osservare con maggiore ampiezza tutte le sfumature che sta sperimentando, nel preciso momento in cui le vive; la pratica della consapevolezza favorirà una profonda conoscenza di sé stessi basata sull’esperienza sensoriale e permetterà di entrare in contatto con pensieri, sensazioni ed emozioni reali, scevre dai condizionamenti derivanti da idee preconcette di sé e del mondo.
La mappa
Si tratta di compiere un vero proprio viaggio interiore suddiviso in tre grandi tappe
– La pacificazione con la propria storia e quindi la liberazione dalla reattività condizionata
– La consapevolezza dei meccanismi automatici che definiscono la propria identità
– La saggezza che affronta i territori sconosciuti che si trovano nella dimensione transpersonale
Il territorio
Il praticante dovrà attivare una attitudine costante e interessata alla introspezione e alla ricerca interiore
– per riconoscere i difetti mentali indentificati nel Buddhismo nell’attaccamento, nella avversione e nell’ignoranza
– per sviluppare le qualità definite “incommensurabili”: la gentilezza amorevole, la gioia compartecipe, la compassione, l’equanimità.
Gli strumenti
Il veicolo della trasformazione sarà lo studio della teoria della mente offerta dal buddhismo che accompagnerà la pratica
– della meditazione di consapevolezza
– dello Yoga dei plessi psichici
– dei giochi psicologici e delle esperienze psicofisiche elaborate dal metodo Deep Mindfulness

Il filo del Sé è un Centro affiliato a Mindfulness Project>> , che ha per prima elaborato la Deep Mindfulness.
