LA MEDITAZIONE MINDFULNESS
Il calmo dimorare e la visione profonda
Informazioni sui corsi
 
Le catene di ogni schiavitù si spezzano
per chi vede chiaramente e sa bene cosa siano
concentrazione e visione intuitiva
Dhammapada s.384

La Meditazione è una pratica volta a trasformare la mente per liberarla dai condizionamenti che la limitano e per sviluppare facoltà di comprensione e di saggezza. Si tratta fondamentalmente di sviluppare la concentrazione e la visione intuitiva.

LA PRATICA DELLA MEDITAZIONE MINDFULNESS
Quando si parla di meditazione ci si può riferire a molte forme diverse presenti nelle varie tradizioni sia yogiche che buddhiste, ognuna ha una propria efficacia purché sia praticata con continuità, precisione e determinazione: senza questa attitudine gli effetti saranno scarsi e spesso illusori.
Nella Mindfulness viene praticata la Meditazione di consapevolezza in quanto mirata a generare la presenza mentale; questo metodo ha recepito il sistema Shamata-Vipassana indicato dal Buddha in due famosi discorsi: Anapanasati sutta e Satipatthana sutta.
Un tempo riservate ai monaci, da diversi anni Shamata-Vipassana sono le due principali pratiche meditative del buddhismo che uscite dai monasteri si sono diffuse nel mondo occidentale; un sistema meditativo molto conosciuto che si apprende nei corsi e nei ritiri guidati da insegnanti prevalentemente laici.
La SHamatha, meditazione del “calmo dimorare” è la forma meditativa concentrativa che stabilizza la mente, la Vipassana è la meditazione di visione profonda, che osserva e cerca un contatto interiore e una discriminazione sottile di tutti fenomeni che sorgono nella mente per cogliere, attraverso una esperienza diretta e inequivocabile, l’essenza della realtà nella sua natura interdipendente e priva di sé.

UNA MEDITAZIONE PER L’UOMO CONTEMPORANEO
La meditazione di consapevolezza ha molti pregi che la rendono adatta all’uomo contemporaneo: si presta ad una interpretazione priva di qualsiasi connotazione religiosa, è praticabile ovunque e in ogni situazione e soprattutto funziona! Nella sua versione più riduttiva è consigliata come terapia dello stress o per sostenere momenti di grave disagio come malattie o lutti, ma nella applicazione più vicina alle ragioni per cui è stata immaginata, è la pratica che “sradica“ i difetti e i condizionamenti mentali e che conduce a stati di coscienza più sottili e più profondi  fino ad arrivare alla massima espansione, ovvero a quello stato detto “illuminazione” che conosciamo teoricamente perché alcuni straordinari esseri umani lo hanno descritto, a cui possiamo aspirare.
Ci sono numerosi testi e corsi nei quali sperimentare le infinite e sottili istruzioni che aiutano e accompagnano il praticante in questo percorso per sostenere il processo di trasformazione e di crescita interiore.

LA MEDITAZIONE DEL CALMO DIMORARE (Shamatha)
Lo stato mentale della “calma” è la condizione indispensabile per avviare una trasformazione significativa della mente. La calma è uno stato che viene generato dalla concentrazione che deve essere stabilizzata; una volta raggiunto lo stato pacificato e radicato si è pronti ad affrontare le “afflizioni mentali”, e a tollerare gli attriti che sorgono durante la pratica; un allenamento della mente che, sviluppando la capacità di affrontare gli ostacoli e di accettare la sofferenza, aiuta a sradicarla invece che fuggire per evitarla.
La concentrazione si sviluppa focalizzando su un oggetto, che è abitualmente il respiro sentito come aria che entra e esce dalle narici, o all’addome che si solleva e si abbassa – escludendo tutti gli altri stimoli prodotti dalla mente; è la capacità cognitiva della mente di rimanere in contatto con uno schema prescelto. La pratica continuativa genera stabilità e duttilità e, quando “non c’è più fatica, non c’è più sgomento”, appare la gioia e un profondo benessere.
La concentrazione, che all’inizio è instabile, si rafforza con la pratica, tuttavia la concentrazione sostenuta non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza; se si vogliono ottenere dei risultati percepibili, la pratica della concentrazione deve essere coltivata quotidianamente; tuttavia anche se meditare qualche minuto al giorno è necessario, non è sufficiente se non si abbraccia uno stile di vita sobrio ed etico che non ostacoli ma che piuttosto favorisca il percorso che si vuole intraprendere.

LA MEDITAZIONE DI VISIONE PROFONDA (Vipassana)
Quando, con la pratica di Shamatha, la mente è diventata più concentrata e più calma, è pronta ad affrontale l’indagine propria della Vipassana volta a osservare il suo funzionamento, per svelarne i condizionamenti e i comportamenti automatici e avviare, attraverso una maggiore spaziosità, il processo virtuoso della guarigione, della liberazione e della realizzazione.
La trasformazione mentale che viene indotta non consiste nel proporre un nuovo modello “più giusto” di un altro considerato “sbagliato”, ma nel liberare la mente dalle afflizioni che ne distorcono la percettività e che creano comportamenti e convinzioni che appaiono come utili alla propria felicità, mentre alla luce della consapevolezza si rivelano invece dannosi e generatori di sofferenza.
In questa osservazione della mente la pratica della Vipassana –che chiamiamo meditazione di consapevolezza o meditazione Mindfulness- fornisce le basi, i parametri e il quadro di riferimento per sfidare la nostra mente e provare a trasformarla. Nel Satipatthana Sutta il Buddha fornisce istruzioni minuziose per sviluppare la consapevolezza su quattro livelli: il corpo, le sensazioni, la mente e gli oggetti mentali.
La Vipassana è una pratica individuale, ma a molti serve una guida, un insegnante a cui affidare il compito di aiutare a tenere la direzione e un gruppo che sostenga il percorso. Tuttavia è bene tenere presente che il contesto della meditazione Vipassana richiede una totale assenza di azione, per dare spazio alla osservazione diretta della realtà; il meditante lavora sul presente senza alcun interesse per le cause, e focalizza l’attenzione sul fenomeno che egli osserva senza giudizio nel momento in cui si forma, si sviluppa e svanisce.

IL VERO BENESSERE
Il vero benessere è un luogo interiore in cui si è soli, non c’è qualcun altro che può sostituirsi a noi. Quindi per plasmare la mente si deve utilizzare la propria intelligenza: il lavoro è impegnativo e faticoso come dissodare un terreno pieno di erbacce; si deve imparare a smussare gli angoli, ammorbidire i meccanismi mentali e placarsi. In questo contesto allora le occasioni di conflitto o avversione diventano preziose per allenarsi a non reagire, a investigare e sviluppare il lavoro interiore e la nostra intelligenza emotiva. La meditazione è lo strumento di cui ci possiamo servire in questa ardua impresa.